L’autorità olandese RDW approva il Tesla Full Self-Driving, ma dove sono i dati sui test di sicurezza? L’inchiesta Reuters
L’approvazione del sistema Full Self-Driving (FSD) di Tesla da parte dell’autorità olandese RDW apre un delicato caso di trasparenza che riguarda l’intera Unione europea. Secondo un’inchiesta pubblicata da Reuters, il regolatore dei Paesi Bassi si rifiuta di rendere pubblici i criteri e i risultati con cui ha valutato la sicurezza del sistema di guida assistita, sostenendo che la loro divulgazione comprometterebbe i segreti commerciali della casa automobilistica americana.
Dalle email ottenute da Reuters emerge inoltre che, dalla fine del 2024, Tesla avrebbe chiesto ripetutamente alla RDW di mantenere riservata la documentazione relativa alla revisione del sistema FSD, destinato a diventare un tassello centrale della strategia dell’azienda per il mercato europeo.
La questione, però, non riguarda soltanto Tesla. A far discutere è soprattutto la posizione dell’autorità olandese, che afferma di aver sottoposto FSD a test approfonditi su pista e su strada, arrivando alla conclusione che il sistema sia “almeno sicuro quanto gli altri sistemi di assistenza alla guida“, senza però rendere pubbliche le metodologie utilizzate, i parametri di valutazione o le evidenze raccolte.
Una scelta che solleva interrogativi rilevanti. Se la tutela della proprietà intellettuale è un principio legittimo, la sicurezza stradale rappresenta un interesse pubblico superiore. I cittadini europei e gli automobilisti hanno il diritto di conoscere su quali basi una tecnologia di guida assistita e, in prospettiva, di guida autonoma, venga autorizzata a circolare sulle strade dell’Unione.
Non solo Tesla, come vengono valutate tecnologie che incidono sulla sicurezza collettiva?
La trasparenza dell’azione dei regolatori è fondamentale per costruire fiducia nelle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Nessuno pretende la pubblicazione di algoritmi o codice sorgente di Tesla, ma i protocolli di prova, i criteri di valutazione e i risultati dei test dovrebbero essere accessibili, soprattutto quando riguardano sistemi che possono incidere direttamente sulla sicurezza delle persone.
Il tema assume un peso ancora maggiore perché la RDW sta sostenendo l’approvazione del Tesla FSD a livello europeo. Una decisione con effetti su milioni di automobilisti non può poggiare esclusivamente sulla fiducia nelle valutazioni di un’autorità nazionale, senza consentire un adeguato scrutinio pubblico.
L’innovazione nella mobilità e lo sviluppo della guida autonoma sono obiettivi strategici per l’Europa, ma non possono procedere sacrificando la trasparenza. La tutela dei segreti commerciali non dovrebbe trasformarsi in un ostacolo al diritto dei cittadini di conoscere come vengono valutate tecnologie che incidono direttamente sulla sicurezza collettiva.
Cos’è il Full Self-Driving di Tesla
Il Full Self-Driving di Tesla è il sistema di assistenza alla guida più avanzato offerto dal costruttore americano, ma non è una guida autonoma completa. Tecnicamente è classificato come livello 2 SAE: l’auto può sterzare, accelerare, frenare e gestire molte situazioni di guida (cambi di corsia, incroci, rotatorie, uscite autostradali), ma il conducente deve restare sempre attento e pronto a intervenire.
Il sistema si basa su un’architettura “vision-only”: otto telecamere esterne, sensori a ultrasuoni (sui modelli precedenti al 2023) e un computer di bordo progettato da Tesla. Non utilizza LIDAR né mappe 3D iper-dettagliate, come fanno altri operatori della guida autonoma. Le reti neurali sono addestrate su miliardi di chilometri di dati raccolti dalla flotta globale di Tesla (oltre 6 milioni di veicoli), che permette al sistema di riconoscere scenari complessi e situazioni rare.
Quando il conducente inserisce una destinazione e attiva l’FSD, l’auto:
- segue il percorso indicato dal navigatore;
- mantiene la corsia e la distanza dagli altri veicoli;
- esegue sorpassi, cambi di corsia e svolte;
- gestisce incroci, semafori e rotonde;
- entra ed esce dalle autostrade.
Tuttavia, la responsabilità legale resta interamente al guidatore: il sistema richiede di tenere gli occhi sulla strada e almeno una mano sul volante, e avvisa il conducente quando serve un intervento manuale. In caso di disattenzione prolungata, l’FSD può disattivarsi temporaneamente o richiedere una pausa d’uso.
